giovedì 8 agosto 2013

Val d'Arzino, un sabato pomeriggio...

...lasciata l'automobile nell'abitato di San Francesco
ci inerpichiamo sulla pista CAI 810a 
parzialmente adombrata...
 
 
...dove non mancano fiori spontanei...
 
 
...ed esemplari di Fegea, o farfalla di San Giovanni...
 
 
...i cani, al solito, ci precedono...
 

 
...al nostro fianco spunta uno spallone roccioso...
 
 
...e finalmente si apre uno scorcio sulla valle...

 
...poco dopo cambia il paesaggio e la faggeta si apre facendo scorgere "Casa Giaf" (950 m)...
 
 
...rifugio piacevole dove sostare per ritemprarsi delle due ore
(o poco meno) di salita e pranzare in tutta tranquillità...
 
 
...poco oltre il rifugio continua il sentiero...

 
...tra antiche dimore in pietra...
 
 
...e resti di faggi secolari...
 
 
...abitati dal Cerambice del faggio, la rara Rosalia Alpina,
coleottero piuttosto grandicello dalla livrea inconfondibile...
 
 
...che rende onore a questi meravigliosi boschi!

(cliccando sulle parole in grigetto si aprono i collegamenti)
 


venerdì 2 agosto 2013

crescere...

 
"...sai, mamma, oggi mi sono vista nello pecchio e mi sono accorta di una cosa..."
 
"ah sì, e di cosa?"
 
"eh, che mi tanno chescendo i peletti sotto le ascelle...eh, to chescendo!"
 
...
 
"hai vitto che novità?"
 
già, il crescere riserva sempre grandi novità
(soprattutto in compagnia di una sorella maggiore che si affaccia alla preadolescenza,
con tutti gli annessi e connessi) 
 


mercoledì 24 luglio 2013

un uomo

 
 
un uomo, quell'uomo,
che da piccola avevo quasi timore di prendere per mano,
che crescendo ho scoperto avere tanto di simile, e di lui, in me,
con cui guardavo i documentari naturalistici
stupendomi ogni volta di quanto sapesse, e avesse da insegnare,
che mi ha trasmesso la passione per la montagna,
 che ho visto piangere davanti a mia mamma immobile dicendomi: "è ancora bellissima",
che ho abbracciato rare volte in vita mia,
che passa le sue giornate solitarie con grande dignità, 
accogliendoci sempre con un guizzo di allegria
nei suoi occhi velati dall'età e dalla vita,
che è il miglior nonno che avessi potuto sperare
per le mie bimbe,
quell'uomo, fin troppo restìo nel rispolverare un passato da sportivo e fotografo dilettante,
ha ancora tante cose da dare e da insegnarmi,
e quando, rispolverando la sua vecchia macchina fotografica,
mi dice "non so più come usarla"
mente
e passare il pomeriggio a scattare foto di prova,
io con il mio aggeggio modesto
lui con la sua fotocamera quasi-professionale,
che ha visto ben altri splendori,
e segnarci i tempi di esposizione
e discutere della luce
e del soggetto
e di primi piani per cui serve mano ferma,
ha il sapore della rinascita
"io che non volevo tirarla fuori ora sono quasi contento..."
e regala ancora attimi di stupore e felicità,
quel fare le cose insieme
che la fretta delle quotidianità troppo spesso cancella
o relega in secondo piano,
quella voglia di imparare ancora
con umiltà
i tempi di esposizione
e le lezioni di vita.
 
 
 
 
 
 
 


domenica 21 luglio 2013

...uno dei mutevoli paesaggi del nostro fiume che quasi costringono a...
 
 
...sentirsi piccoli...

giovedì 16 maggio 2013

tra psico e somatica

 
 
...per comprendere meglio alcune connessioni tra mente e corpo (ma anche affettività, dinamiche psichiche, posture corporali...) applicabili anche nei rapporti interpersonali (vedi: figlia preadolescente che accusa piccoli disagi collegabili al corpo che cambia e mamma che cerca interpretazione adeguata...), leggero ma profondo, utile, molto utile.
 
Libro arrivato in prestito da un'amica nel momento più opportuno!

sabato 11 maggio 2013

...ed è subito maggio!

...guardavo le foto caricate sul cell, oltre a notare che non ne possiedo nemmeno una solomia, per quella strana ma assodata legge sovrannaturale per cui dacchè diventi mamma, perlomeno per un certo periodo, ti senti solo mamma, e quindi via agli scatti orgogliosi dedicati alle piccole meraviglie, alle gite di famiglia, ai traguardi personal-sociali della loro scalata alla vita, ma quella che sta dietro alla fotocamera rimane perennemente dietro, che per carità i motivi per ammirare, e immortalare, la crescita rigogliosa di queste stelline ci sono e sono tanti, ma lo stupefacente risvolto della loro crescita è il fatto che, guarda un pò, crescendo si fanno autonome e iniziano a delinearsi alcuni spazi personali su cui si può ben lavorare! Che poi è un bel circolo virtuoso perchè dalla loro autonomia rinasce la mia autonomia e dalla mia imparano la loro. Fantastico.
Quindi ricomincio timidamente (con i miei tempi, direi) a costruirmi pezzettini di gratificazione personale, dopo la grande (ma fruttuosa) sfacchinata della laurea, che ha prosciugato non poco tempo, energie e disponibilità economica.
Dicevo, riguardavo le varie foto, catalogandole mentalmente... gite pedemontane, abbastanza, stelline assieme, parecchie, qualcuna isolata relativa a momenti da ricordare (che il "giro d'italia-bimbi" del paese che vede per la prima volta entrambe in sella come degne partecipanti non può restare nell'oblìo), e, tornando indietro, ma non di molto, foto sulla neve! Come fosse ieri. Invece è già maggio! Il che significa perlomeno due cose: che ultimamente faccio poche foto, e che se ho fatto poche foto è perchè abbiamo avuto tanto altro da fare.
E quindi da lumachina (con i miei tempi, direi) seminatrice (che intanto semino, semino...) mi godo alcuni frutti (e le mie frùtes, etimo friulano che indica le bimbe, curiosamente simile a frutti, appunto), che i mesi passano, alcune cose restano, le bimbe crescono, cresco anch'io...ed è subito maggio!